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12 December 2018
admin
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TEATRO STABILE delle MARCHE – INFINITO srl /PIERFRANCESCO PISANI
in collaborazione con
AMAT – BOTTEGA ROSENGUILD – TEATRO FORSENNATO – ARGOT STUDIO – BELTEATRO

FEDRA – rivista a tranci
di Andrea Cosentino
regia di VALENTINA ROSATI

con Andrea Cosentino • Simone Castano • Elisa Benedetta Marinoni

luci Dario Aggioli
aiuto regia Angelica Marcucci
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
direzione tecnica allestimento Mauro Marasa’
promozione Benedetta Morico

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Un lavoro sul tragico e la sua impossibilità, il potere e la sua vanità. E sull’amore naturalmente, e la sua perenne (in)attualità. La trama si sviluppa come un triangolo amoroso. Fedra in perenne disequilibrio, in bilico tra la verità di un corpo febbricitante di passione e l’artificio teatrale. Ippolito, l’oggetto della passione di Fedra, è un non ruolo, nessuna psicologia né spessore, la sua funzione è quella di un manichino da crash test, corpo prodotto esclusivamente per testarne la resistenza all’urto, vittima designata e agnello sacrificale, che in attesa del suo inevitabile destino si intrattiene in giochi e invenzioni, interrogandosi sulla possibilità del libero arbitrio.
Teseo, perennemente altrove a affrontare mostri, compiere imprese e conquistare donne, eppure deus-ex-machiina ingombrante, assieme al suo doppio nutrice ,che tesse l’intrigo della vicenda con la cupidigia di una vecchia cui non resta che vivere emozioni per procura, sono il vero e proprio motore drammaturgico di questo spettacolo meta-teatrale, e manifestano due diverse facce di un potere che, in assenza di Dio e di valori da incarnare, coincide fatalmente con la propria stessa rappresentazione, e nel gioco delle rappresentazioni cerca di perpetuarsi. “Dare al popolo pane e circensi non basta più. I circensi migliori siamo noi stessi. Lo spettacolo più eccitante che il potere possa dare è quello del proprio stesso disfacimento.”
La vicenda di Fedra è servita in tranci, fatta a brani come il corpo senechiano di Ippolito, in uno stile che rimanda alla rivista e all’avanspettacolo, generi teatrali tanto popolari nelle ambizioni quanto sofisticati negli strumenti, dove l’attore è nudo nel suo rapporto col pubblico, ed è tutto. Qui la tragedia è sempre a venire, perché forse irrimediabilmente già avvenuta. Qui non resta che intrattenersi nel farne l’autopsia. Il tragico non arriva se non come stampo in filigrana della farsa che è la sua crudele ma comica ripetizione.

RASSEGNA STAMPA

…uno spettacolo ben costruito e diretto con intelligenza, con un testo a tratti formidabile e due attori bravi e capaci di reggere il passo di uno scatenato Andrea Cosentino.
Marco di Nardo, Persinsala.it

La velocità con cui gli attori si rivolgono al pubblico mette poi in luce un grande rispetto, dell’autore e della regista, per chi siede in platea ed accetta di esser messo alla prova in questa folle corsa alla ricerca di un senso e del suo contrario.
Andrea Monti, Teatroteatro.it

Andrea Cosentino, in questa godibile messinscena, libera il mito di Fedra dal suo pesante fardello culturale e letterario donandogli freschezza e nuova vita, avvicinandolo, senza alcuna pretenziosità, alla nostra realtà, al quotidiano di cui tutti siamo spettatori.
Nicoletta La Terra, Flaneri.com

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