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12 December 2018
admin
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PIERFRANCESCO PISANI e CAPOTRAVE
in collaborazione con Infinito srl con il sostegno della Regione Toscana

ALESSANDRO ROJA
è
MISTERMAN
di Enda Walsh
regia LUCA RICCI

scene Katia Titolo
disegno luci Gianni Staropoli
musiche originali ed effetti sonori Antonello Lanteri voci off di Daria Deflorian, Irene Splendorini
e di Veronica Cruciani, Giordano De Plano, Andrea Di Casa, Federica Festa,
Lucia Franchi, Francesco Montanari, Alessandro Riceci
aiuto regia Elisa Marinoni
organizzazione Laura Caruso

Si ringraziano: Jamie Vartan, Anna Ashton, Woolcan, Teatro Belli, Stefan Schweitzer.

La passione, l’impegno, la tenacia, la convinzione. Alcune persone si dedicano completamente a una missione. Sono estremi, assoluti, limpidi, inattaccabili. Sono bellissimi. Mandano avanti Paesi disastrati e corruttibili come il nostro. Alle volte, però, la loro ostinazione diventa pericolosa. È sottile il confine tra costanza e mania. Qui si indaga il punto di rottura.

Un solo attore in scena, Alessandro Roja, rivelatosi al grande pubblico nel ruolo del “Dandi” della serie “Romanzo Criminale”. E’ lui Thomas Magill, giovane impegnato nell’opera di redenzione dei propri concittadini che sulla scena si trasforma in una decina di personaggi del suo villaggio, li imita, dialoga con loro in un racconto corale, ironico e commovente, mentre si fa strada un oscuro presentimento di tragedia. Prima traduzione e messa in scena italiana di uno dei testi dell’autore irlandese Enda Walsh, considerato uno dei maggiori drammaturghi contemporanei, “Misterman”, è il racconto di una follia vendicativa celata dietro un’apparente, ostentata innocenza. In una scena composta da pochi elementi, la regia di Luca Ricci crea una scenografia immaginaria creata dalle voci del villaggio registrati e riascoltati da Thomas con maniacale ritualità, tenendo il pubblico sospeso tra divertita adesione al personaggio e inquieta attesa.

RASSEGNA STAMPA

La regia di Luca Ricci, efficace, ruota intorna a dei vecchi registratori (le voci degli abitanti) e Roja è bravo tra i diversi registri e personaggi”, a partire da Thomas, compito e rigido, perso nei suoi labirinti invisibili dove il confine tra normalità e devianza e lì lì.
Anna Bandettini, La Repubblica

Un esperimento riuscito soprattutto per l’attualità sconcertante del testo, che viene enfatizzata nella messa in scena.
Simone Pacini, KLP

Il monologo, dal quale emerge la bravura del giovane attore si risolve in realtà in un dialogo serrato con voci preregistrare su nastro magnetico.
Matteo Antonaci, Teatro e Critica

admin

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