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12 December 2018
admin
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PIERFRANCESCO PISANI e TEATRO FORSENNATO
con la collaborazione di Kilowatt Festival

ANDREA COSENTINO
in
PRIMI PASSI SULLA LUNA
divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo

indicazioni di regia Andrea Virgilio Franceschi
collaborazione artistica Valentina Giacchetti
disegno luci Dario Aggioli

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CALENDARIO SPETTACOLI

Il nuovo lavoro di Andrea Cosentino inquadra immagini del futuro ormai passate, prendendo spunto dal quarantennale del primo allunaggio, passando per il centenario del manifesto futurista, il cinquantenario della creazione della prima Barbie e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick. Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi. Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione.

Andrea Cosentino, radicalizzando la sua ricerca, ci presenta una performance che rifiuta di farsi spettacolo, e si dà sotto forma di frammenti di un’opera impossibile, capolavoro postumo e incompiuto, improvvisazioni e digressioni senza rete e lista di ingredienti forniti crudi agli spettatori, perché ognuno li cucini a proprio piacimento e misura. Al cuore del tutto c’è uno squarcio di storia intima, anch’essa forse vera-forse falsa, quasi una confessione offerta in sacrificio, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.
Contro la sete di realtà, l’ossessione per le storie vere, i fatti di cronaca e i reality show, Cosentino ci conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.

RASSEGNA STAMPA

Forse la notte del 20 luglio ’69 è solo un preteso. Fatto è però che Primi passi sulla luna di e con Andrea Casentino è uno spettacolo lunare. Ovverosia: sghembo, altalenante, umorale, straniante, persino malinconico. Di quella malinconia agrodolce che mescola sogno e realtà, Storia e vicenda personale, innaffiando con umorismo le associazioni più stravaganti. Un cabaret postmoderno, insomma, dove l’estroso artista abruzzese (ormai da tempo stabilitosi a Roma) verifica con coraggioso spirito di ricerca lo stile drammaturgico e recitativo già profuso nei precedenti lavori..
Laura Novelli , Il Giornale

…Sembra di essere arrivati al grado zero della rappresentazione. Cosentino decide di portare alle estreme conseguenze la dissoluzione delle forme e della formalità, anche le più elementari , appartenenti alla giovane scena contemporanea…
…il gioco tiene l’attenzione dello spettatore incollata saldamente a quei vari strati di assenza…
Antonio Audino , Il Sole 24 Ore

…Artificio nell’artificio, dunque, in uno spettacolo che avrebbe dovuto avere il tempo verbale dei sogni che è anche il tempo del gioco e dunque il tempo del teatro. “Facciamo che io ero morti” è il gioco, geniale, di Cosentino che rimanda al “facciamo che voi mi credete”, ovvero il patto fra attori e pubblico all’origine del teatro.
Un patto che, nella ricerca dell’autore, condotta nei piccoli teatri attenti alle nuove drammaturgie ma che meriterebbe ben altre piazze…
Laura Landolfi, Il Riformista

E’ la capacità affabulatoria di Cosentino che si determina lì in quel momento davanti al pubblico, è una corda tesa tra il narratore e i suoi spettatori…Il risultato è uno spettacolo vivo, imperdibile, fatto di pancia e cervello, godibilissimo in tutte le sue parti che mostra un “Cosentino drammaturgo” maturo e coraggioso.
Andrea Pocosgnich , Teatro e Critica

..Ecco che, come spesso accade negli spettacoli di questo stralunato antinarratore, la vicenda personale di Cosentino fa irruzione nello spettacolo, Ma stavolta si resta col fiato sospeso…
..Nel suo andamento sbilenco, fatto di aperture e digressioni tenute insieme dalla straordinaria visione comica di Cosentino, Primi passi sulla luna è uno spettacolo che trova il suo equilibrio proprio in quanto non riesce mai ad attivare davvero una macchina spettacolare.
Graziano Graziani , Carta

Questa è la rivalsa dell’attore sul suo pubblico, come il gatto col topo: un gioco crudele che affascina, un non-spettacolo, un flipper di emozioni, proposto da un artista eclettico e camaleontico.
Simone Pacini , Klp

…Andrea Cosentino non fa solo un passo in avanti, ma un vero e proprio salto di qualità…
..Oggi il teatro non è supportato come dovrebbe, ma per fortuna l’evoluzione che lo investe sin dal principio, non lo abbandona, esso continua a crescere e a rinnovarsi, grazie a personalità eccentriche e creative come Andrea Cosentino.
Laura Khasiev , Close Up

E tutto finisce con una risata liberatoria e una strizzatina di occhi, che lascia in sospeso (volutamente) un non-spettacolo introspettivo e bellissimo.
Alessandro Faliva , Bresciaoggi

Uno spettacolo che, come suggerisce il sottotitolo Divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo, rimane incompiuto utilizzando la scena teatrale non per mostrare l’oggetto spettacolo ma il processo di costruzione di questo stesso oggetto. 
Matteo Antonaci , Teatroteatro.it

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