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Qualcosa rimane

PIERFRANCESCO PISANI
PARMACONCERTI
in collaborazione con Comune di Urbino / AMAT

MONICA GUERRITORE e ALICE SPISA
in
QUALCOSA RIMANE
di DONALD MARGULIES

regia di  MONICA GUERRITORE

Costumi Valter Azzini
Luci Paolo Meglio
Sarta Mara Gentile
Dir. palco Marco Parlà
Regista assistente Lucilla Minnino
Assistente alla regia Maria Lavia
Direttore dell’allestimento Andrea D. Sorbera
Collaborazione alle scene Giovanni Licheri e Alida Cappellini
Manifesto Anke Merzbach

“Qualcosa rimane” è una commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000), portata in scena per la prima volta in America nel 1996. Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama, che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento di pochi  giovani allievi dotati (il cognome di lei è indicativo, Steiner) e una giovane scrittrice affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare ‘scrittrice’ e che rivelerà, nell’intimità che si verrà a creare, alla sua allieva / amica: una complessa relazione affettiva quando era una giovanissima poetessa con Delmore Schwartz poeta, filosofo, artista (professore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow) e l’esperienza del mondo rivoluzionario della Beat Generation, Ginsberg, Kerouac, William Borroughs. L’allieva percepisce la potenza di quel mondo fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, vuole produrre, vuole pubblicare. Sono i tempi e le dinamiche che viviamo: il tempo fa si che le esperienze (quali che siano) sviluppino in noi via via radici salde e profonde. Ciò che emerge nel mondo di fuori è nutrito, alimentato da quel tessuto radicolare ,che, essendo però invisibile, non ha valore per chi invece vive la sua giovane età, non prendendo in considerazione le fessure (squarci della coscienza) interiori (anche del pensiero).
L’ immaginario, l’opera creativa o di pensiero, oggi, è così facilmente replicabile attraverso la tecnica (riproduzione) che non necessita di esperienza diretta, può essere orecchiata e fatta propria. Ed ecco allora che la giovane Lisa è intelligente al punto da riconoscere il talento della sua ‘maestra’, determinata al punto di volere imparare da lei la tecnica della scrittura, sensibile al punto da percepire la pienezza della donna, ma impaziente o avida (o disillusa?) al punto da non volere aspettare che la vita lavori su di lei creando radici nel suo cuore.. E ruba così ‘la vita dell’altra’ . Tradimento della relazione maestro – allievo, copia e incolla tipica del nostro tempo fatto di repliche o semplicemente morte a ciò che sta morendo per dare vita, a ciò che sta cominciando a vivere?

Questo sarà il senso della mia regia, la mia visione del testo, che come spesso mi accade travalicherà il testo scritto per andare a cercare…capire… Ho fortemente voluto Alice Spisa, giovanissima vincitrice del premio Ubu 2013, per interpretare il complesso ruolo della giovane Lisa Morrison e a confrontarsi con me nel ruolo di Ruth Steiner. Rivedo in lei me ragazzina nei miei primi grandi ruoli e la grinta e il talento dei miei anni: sarà una dura lotta. Lunga. Che non si esaurisce in una sera in palcoscenico.
Al cielo si sale con le mani. Non ci sono ali (o aiutini, scorciatoie). Ci sono le mani. Le nostre operose mani.
Ci vediamo in palcoscenico…
Monica Guerritore

Originally produced by the Manhattan Theatre Club with funds provided by the Harold and Mimi Steinberg Charitable Trust on April 30, 1997. Commissioned and first produced by South Coast Repertory.

 

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